Ma per prevalere sui governi Caballero-Negrin ci sarebbe voluta la guerra civile nelle retrovie dell’esercito repubblicano! Esclama con terrore il filosofo democratico. Come se non ci fosse stata egualmente nella Spagna repubblicana una guerra civile, la più criminale e la più disonesta, la guerra degli sfruttatori contro gli operai e i contadini. Questa guerra incessante si è concretata negli arresti e negli assassini dei rivoluzionari, nel disarmo degli operai, nel riarmo della polizia borghese, nell’abbandono al fronte, senza armi né aiuti, di distaccamenti operai, infine nell’interesse artificiale allo sviluppo dell’industria di guerra. Ognuno di questi atti rappresenta un duro colpo per il fronte, un effettivo tradimento militare, dettato dagli interessi di classe della borghesia. Ma il filisteo “democratico” – che può essere staliniano, socialista o anarchico – giudica la guerra civile della borghesia come una guerra naturale e inevitabile che ha per scopo quello di “assicurare l’unità del fronte popolare”. Al contrario, la guerra civile del proletariato contro la controrivoluzione repubblicana è, agli occhi dello stesso filisteo, una guerra criminale, “fascista”, “trotskista”, che distrugge l’unità delle forze antifasciste. Decine di Norman Thomas1, di Attlee, di Otto Bauer, di Zyromski, di Malraux e di piccoli trafficanti della menzogna tipo Duranty2 e Louis Fischer diffondono questa saggezza nel mondo intero. Nel frattempo il governo del Fronte popolare si sposta da Madrid a Valencia e da Valencia a Barcellona.
Se, come i fatti dimostrano, solo la rivoluzione socialista è in grado di schiacciare il fascismo, d’altro lato l’insurrezione del proletariato è concepibile solo se la classe dominante si trova impigliata in gravi difficoltà. Eppure i filistei democratici invocano proprio queste difficoltà per dimostrare l’inammissibilità dell’insurrezione proletaria. Se il proletariato attende che i filistei democratici gli annuncino l’ora della sua emancipazione, resterà schiavo in eterno. Insegnare agli operai a riconoscere i filistei reazionari sotto qualsiasi maschera e a disprezzarli, qualunque sia questa maschera, questo è il primo compito e il principale dovere rivoluzionario.
1 Norman Thomas è stato per decenni il maggiore esponente del Partito socialista degli Stati Uniti.
2 Walter Duranty è stato a lungo corrispondente a Mosca del “New York Times”, dimostrandosi favorevole a Stalin contro gli oppositori.
